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RACCOLTA DI POESIE “PROFUMO DI VITA” DI MARCO GALVAGNI  by Izabella Teresa Kostka 

Qual è il bene più prezioso per ogni essere umano? 

Sicuramente la vita stessa. Oggi volevo parlarVi del nuovo libro di un poeta milanese, “Profumo di vita” di Marco Galvagni  edito da Centro Tipografico Livornese Editore.

Dalla mia prefazione al libro: 
“L’amore non deve implorare e nemmeno pretendere. 

 L’amore deve avere la forza di diventare certezza dentro di sé. 

 Allora non è più trascinato, ma trascina”.

 (Hermann Hesse) 

  Il grande Platone disse: “al tocco dell’amore, tutti diventano poeti”. Il potere di questo sentimento affascina e sconvolge, confonde e incanta, ferisce e travolge gli esseri umani già dai tempi del peccato primordiale di Adamo ed Eva. L’amore carnale oppure spirituale, proprio o universale, non ha nome l’affetto nascente nell’animo, soltanto la forza del battito del cuore. Esso ci trascina senza chiedere il permesso, plasma e influenza la crescita interiore fin dalla “verde età” dell’acerba infanzia, accompagna su ogni sentiero dell’esistenza guidandoci verso l’autunno della vita, ove regna la luce della saggezza e della comprensione. 

   La scrittura del poeta Marco Galvagni è: 

–  l’essenza e  personificazione dell’amore universale, “profuma di vita” (come suggerisce il titolo stesso della silloge), quella vissuta, sofferta e ammirata, ricca di ricordi dell’amato padre scomparso:

                                                Di te ricordo bene 

quando mi volgevi il tuo sorriso gentile,

le calde e forti mani che reggevano me piccino.
Ma è ogni stagione impressa nella memoria:

i giochi dell’infanzia, gli screzi dell’adolescenza,

le diatribe della giovinezza, la complicità della maturità.
A oggi non ho scordato il tuo amore:

mi riempiva il cuore d’un’emozione profonda

e chiudeva in un’ansa il tempo degli errori (…)

   – sfavillante di mille sfaccettature del pensiero umano innamorato della stessa Poesia:
 

La poesia è la luce del silenzio,

mi sapre il cuore in un sorriso

se la parola trova un varco
avvolta dapprima in cuscini di nebbia

poi falce di luna bagnata d’aurora

ed infine prima stella mattutina
accarezzata dai raggi del sole del pensiero.
Scrivere è immergersi tra le zolle

d’un terreno muscoso, lambire

il verde prato fiorito dei pensieri (…)

– profondamente introspettiva, abbondante di semiotica e di simbolismo espressivo:
Siamo noi i poeti

quelli che pennellano 

drappi di cielo

in un’ansa di tempo smunta

persi in strade sbiadite

illuminate da luci gelate

alla deriva nel mare della vita (…)

–  eppur sempre reale, estremamente umana e tormentata da un amore (mai) dimenticato:

 Ardo dal desiderio remoto del cuore d’accarezzare con tocco docile, nel vento, le ciocche dorate di lei e di perdermi nei suoi occhi nocciola.

Lei è il sogno struggente in me del baluginio d’un astro nel buio che illuminerebbe di vita la via del mio incedere tra le onde di tempesta (…)

Approfondendo la lettura della raccolta poetica di Marco, mi sono fatta cullare e avvolgere dalla scioltezza dei versi di eccezionale maturità e di beltà quasi “pittoresca”, paragonabile soltanto ai grandi capolavori di Renoir, Monet, Sisley o Cézanne.
L’artista con grande abilità unisce nel proprio poetare l’essenza dell’antico “kalòs kagathòs”, i suoi versi non luccicano soltanto di bellezza superficiale e d’un sublime linguaggio, ma si schiudono come corolle di fiori preziosi, sorprendendo ogni lettore con diversi significati e con la profondità delle riflessioni sospese tra il surreale e la realtà.

Galvagni è  un pittore, un saggio, un profeta e un poeta con tutte le caratteristiche di un uomo in carne e ossa dotato di rarissima sensibilità interiore.

Parafrasando le parole di  Hesse, lo scrittore non è “trascinato dall’amore né dalla poesia” ma “trascina” ogni lettore nel suo mondo diventando:
                                                          

(…) l’essere supremo che c’accompagna in questo difficile peregrinare che sarà interrotto da una durevole fusione con una colata d’oro, più uno scintillio di diamanti, sopra questa terra che il sole accarezza (…)

L’essere supremo che attraversando  diversi abissi della vita riesce a raggiungere  il proprio Nirvana, ritrova un delicato equilibrio tra essere e avere, amare e odiare, desiderare e venerare,  l’artista che vuole condividere con il mondo tutta la sua esperienza semplicemente scrivendo:
                         

Per chi, 

se non per voi,

queste parole nel vento,

questi voli in punta di matita,

lo scrigno delle mie emozioni

che si apre al pirata pensiero.

Per chi, 

se non per voi, miei cari.

Izabella Teresa Kostka

Milano, 2016

● Valerio Pedini scrive:

La visione dell’ente nel sogno: un appunto filosofico a Marco Galvagni.
Secondo me un poeta quanto più mette magia nelle sue poesie tanto più è importante, Marco ergo deve per guadagnarsi il mio rispetto da poeta essere magico. Essere magico non significa usare solo la fantasia, ma bisogna anche sapere come usarla. La fantasia se non usata con rigore crea obbrobri, per questo io do importanza alla filologia, poiché solo con un lavoro filologico si ammaestra la nostra fantasia, e Marco la sa ammaestrare totalmente, ma non credo che Marco sia un filologo; credo ,invece, nonostante la sua maestria, che sia un sognatore. Forse ha il mio rispetto poiché entrambi viviamo nel sogno, forse la poesia oltre che ad una impalcatura filologica importante deve vivere nel sogno, per questo io da critico ravvedo subito Marco nel surrealismo.Io credo che il surrealismo non possa e non debba finire, anzi io credo che, nella decadenza, il surrealismo possa risollevare la società: per questo io penso che la poesia di Marco Galvagni sia utile. Ma, nonostante tutto, il sogno deve essere ben controllato, se no si rischia di distruggere il senso di ciò che si crea e quindi di ciò che si è, poiché, se è vero che la creazione non è un ente, il principio di essa lo è, poiché siamo degli enti. Si pensa che il pensiero distingua lente, io penso che un pensiero che non crei non possa distinguere lente, anzi penso che lo distrugga, poiché inutile per il mondo esterno. Negli animali l’ente si ravvede sempre, poiché nascono per generare e la generazione è un principio di creazione evoluta, ma nell’uomo questo non è presente, poiché l’ente colla sua nascita subisce una distruzione sociale. Quando un uomo entra nella società allora non è più ente, non è più essere, è nulla. E per questo che serve il sogno, per estranearsi e quindi tornare ente e creare la genesi che vi è in noi. L’uomo europeo ha la necessità di fare della Genesi, poiché se è vero che la Cristianità è Europa, la genesi è criastianità, ergo non penso che la poesia si crei, ma penso che sia un atto generativo e Marco ritorna ad essere ente nel momento in cui concepisce la sua poesia, quindi è utile alla società. La società distrugge l’ente, ma ne ha bisogno per sopravvivere, per non essere omologata, se no sarebbe niente. Ma io che credo nel principio funzionalista che sostiene che ogni ente è una parte di un intero macro ente che è la società, io sostengo che l’arte che forma l’ente sia più utile di qualsiasi altro mezzo, allora colla sua Poesia è utile alla società. Continuando il discorso della magia, io penso che la magia debba nutrirsi del reale e Marco sognando, poiché la psicanalisi insegna che il sogno è una retrospettiva della nostra vita e quindi del reale, si collega alla realtà. Quindi Marco colla sua poesia continua lo sviluppo di due grandi correnti :il surrealismo e il realismo.

Valerio Pedini

●  BIOGRAFIA 

Marco Galvagni è nato a Milano il 30/1/1967. Risiede tuttora a Milano. Ha incominciato a scrivere poesie in giovanissima età. Nel 1985 ha conseguito la maturità classica per poi iscriversi a Lettere Moderne alla Statale di Milano, dove è rimasto due anni. Il periodo coincidente con la scomparsa di suo padre il 30 ottobre 2001 ha segnato l’apice della sua poesia. Solo recentemente ha superato il lutto ed ha ricominciato a dedicarsi con intensità alla scrittura. Sono sinora tre i libri pubblicati con Montedit:  “Nel labirinto” (2001) secondo al Premio Nazionale Emma Piantanida, Legnano (MI) 2002,

“L’arcobaleno” (2002) secondo al Premio Nazionale alla memoria di Mariagrazia Spitalieri, Piombino, (LI) 2003, ” Nel germoglio vergine” (2003) vincitore nel 2004 del Premio Nazionale Falesia, Piombino (LI). 

A fine marzo è uscito “Profumo di vita” CTL Editore, 2016.

Nove sue poesie sono state pubblicate dalla rivista Poesia. 

Alcune stanno per essere pubblicate dalla Rivista Liburni Arte e Cultura e due poesie appariranno il 22/4/2016 sulla rivista Bibbia d’asfalto.
Sito internet di poesia 

http://www.marcogalvagni.it

 

Bibliografia:
Nel labirinto, Montedit 2001

L’arcobaleno, Montedit 2002

Nel germoglio vergine, Montedit 2003

Il gomitolo dei sogni, ilmiolibro 2010

Profumo di vita, CTL 2016

Link per acquistare il libro: 
http://www.ibs.it/ser/serfat.asp?site=libri&xy=galvagni+marco
Consiglio a tutti la lettura delle poesie di Marco Galvagni, Ve ne innamorerete  profondamente!


Izabella Teresa Kostka, Milano 2016

   foto @copyright verseggiandosottogliastridimilano I.T.K.

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