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POETI VERSEGGIATORI – IZABELLA TERESA KOSTKA  (coordinatrice del programma “Verseggiando sotto gli astri di Milano”) 

Memento audere semper (cit. G. D’Annunzio)

“…Izabella, come mai scrivi? Per diventare famosa?
No.
Spero soltanto di rimanere negli angoli segreti dei Vostri cuori quando io non ci sarò più.” (cit. “Gli espulsi dall’Eden”, CTL Editore).

Izabella, febbraio 2016

Scrivono di me:

● Izabella Teresa Kostka è nata a Poznań (Polonia) ed è laureata con lode in pianoforte di cui è insegnante. Izabella vive e lavora a Milano, è appassionata di teatro e arte, è interprete e traduttrice, giornalista freelance per WordPress e organizzatrice di eventi culturali come “Verseggiando sotto gli astri di Milano” presso il Centro di Ricerca e Formazione Scientifica Cerifos di Milano. Negli ultimi tempi ha ricevuto numerosi importanti riconoscimenti e premi nazionali e internazionali, tra cui ricordiamo il Premio Speciale della Giuria al XXVIII Concorso Letterario “La Mole” (Torino 2015), il 1° Premio al Concorso Internazionale “Inchiostro e Anima” dedicato a Mariannina Coffa  (Noto, Sicilia 2015), il 3° Premio al Concorso Letterario  “Poetiche Ispirazioni” (Viganò, Lecco 2016), la Menzione d’Onore Memorial Miriam Sermoneta per la silloge “Requiem” (Nettuno, Roma 2016), il Premio della Critica Antologica Atelier Edizioni 2015 per l’antologia monografica “Caleidoscopio”, la Menzione d’Onore al concorso “Ponte Vecchio” (Firenze 2016), il Diploma di Merito al concorso ” Terra di Virgilio 2016″ (Mantova), tra i premiati al concorso di poesia erotica “Afrodite” (MonteCovello Società Editrice 2016, Roma), selezionata per la pubblicazione al Concorso “Repertorio di arte e poesia” (Ursini Edizioni, Accademia dei Bronzi 2016) e per l’antologia proustiana “Treni” ( La Recherche 2016). Ha pubblicato sette raccolte monografiche (“Granelli di sabbia”, “Gli scatti”,  “Caleidoscopio”, “A spasso con la Chimera”, “Incompiuto”, “Peccati” e, di recente,  “Gli espulsi dall’Eden”), ebooks vari ( tra cui “Entre toi et moi”, “Le schegge”, “Visioni d’autore”), le sue liriche compaiono su varie antologie, su numerosi siti culturali e su riviste letterarie (“Euterpe”, “Bibbia d’asfalto”, “Liburni Arte”, “Orizzonti”, “La Recherche”, “Cultura al femminile”, “LiberArti”, “Words Social Forum”, “Alessandria Post”).

Ha partecipato a numerose mostre d’arte visiva e di letteratura.

Sito web ufficiale: 

https://izabellateresakostkapoesie.wordpress.com/

Socia dell’Associazione Artistica Culturale Autori e Amici di Marzia Carocci

● Dalla prefazione all’ ultimo  libro “Gli espulsi dall’Eden” ( CTLEditore 2016):

La maggior parte degli indimenticabili poeti, e dei grandi artisti in generale, attinge la propria ispirazione dalla sofferenza. Una “giornata di sole” riempie di gioia, di allegria, di speranza; sembra una cosa scontata, è lo è fino a che il sole splende. Al contrario, una notte di tempesta ci opprime, mette tristezza, ansia e, quando il vento batte contro le finestre e i tuoni scandiscono il tempo, addirittura paura o terrore. Ma la notte di tempesta ci ricorda che la giornata di sole, con i caldi raggi che accarezzano il viso e sfiorano i petali di un fiore, non è poi così scontata, e ci porta a desiderare che i fulmini cessino e ritorni al più presto il sereno. Ma esiste davvero una speranza per quel sereno? O è solo un lontano miraggio in un deserto senza orizzonte? La vita di ognuno di noi è così, un naturale alternarsi di tempesta e sole, ma anche nell’esistenza più perfetta che l’uomo possa immaginare od ottenere, c’è sempre almeno qualche minuto di maltempo. L’artista è in genere un personaggio inquieto, che esprime la propria arte su una pagina, una tela od un pezzo di marmo informe, modellandolo sotto la guida di un sentimento pronto ad esplodere. Izabella non scrive di splendide giornate di sole, bensì di spaventose notti di tempesta, coinvolgendo il lettore che sappia “ascoltare” il triste canto della sofferenza, poiché ognuno di noi ha vissuto almeno un minuto di quella tempesta. E’ facile comprendere lo stato d’animo di un vincente, di un atleta che abbia tagliato il traguardo per primo o di un attore che abbia ricevuto un Oscar. Molto più difficile è cogliere il sentimento negli occhi di un “perdente”, di una persona comune verso la quale la vita non è stata poi così giusta. “Gli espulsi dall’Eden” è, in ordine cronologico ma non certo per importanza, l’ultima delle sue opere: “siamo pellegrini espulsi dall’Eden”, siamo anime in pena, un mosaico di sentimenti e sensazioni, paure e vittorie, gioe e dolori ma… soprattutto dolori! E non è casuale l’aver dedicato la raccolta all’amato zio Jerzy, un artista, ma soprattutto un uomo, che ha toccato l’apogeo della propria ispirazione immobilizzato su una sedia a rotelle, nel momento in cui quella famosa giornata di sole gli era stata negata, ed altro non era che un lontano ricordo ed una ancor più irragiungibile speranza: un uomo per il quale la sofferenza è stata la “magna mater”. Non un unico tema nei versi di Izabella, bensì un insieme di situazioni, riflessioni e stati d’animo in diversi momenti della vita, spinti o trascinati dalle sensazioni di quel singolo istante fuggevole. Nel libro “Gli espulsi dall’Eden” Izabella tocca diversi argomenti, tutti caratterizzati da almeno una nota di dolore e sofferenza: da un veliero con le vele strappate dal tempo e dimenticato, immagine di qualcosa molto vicino all’autrice, alla sofferenza per una persona volata in Cielo prima del tempo, dalle solitudini vissute nei corridoi spogli del presente alle lacrime versate per un padre da sempre assente, dal ricordo di un volto del passato che scende gli scalini di un treno fino ad arrivare ad un tocco di vera sensualità ed immaginazione, un sentimento ed un desiderio consumato nella stanza di un motel, tra le corde di un gioco erotico o tra le lenzuola stropicciate di un letto complice di peccati lubrichi.

Un poliedrico insieme di frammenti di un cuore che pulsa, dove le “ali di piombo” sono forse l’immagine che meglio di tutte rappresenta la sofferenza e l’anima inquieta di un vero artista: quelle ali, così pesanti, potrebbero sembrare un qualcosa destinato ad affondare chi le porta, invece sono lo strumento che consente di librarsi nel cielo come splendidi falchi ma anche di volare fino ai limiti estremi delle umane possibilità, laggiù, lontano, un volo impossibile, un volo di Icaro… fino al Sole… fino a bruciare quelle ali e perdersi nell’infinito. Le parole di Izabella sono leggere, a volte dolci ed a volte disperate, ma allo stesso tempo pesano come macigni ed esplodono come piroclasti di un vulcano che si risveglia dal lungo sonno. 

Dr.Cristiano Papeschi

Il link per acquistare il libro:

http://www.ibs.it/code/9788898972562/kostka-izabella/espulsi-dall-eden.html

●  La prefazione a cura di Lucia Lanza alla silloge “Peccati” (Antologica Atelier Edizioni):

In questa silloge la poetessa Izabella Teresa Kostka si fa araldo di denuncia del peccato e sonda la condizione umana in tutte le forme della sua gravità, nell’abisso della disperata lontananza dall’Amore e dal Bene. E’ una realtà che tocca la nota più dolente, le piaghe dell’anima, una realtà scomoda eppure evidente. La poetessa scrive in chiaro, non c’è timore di confondere, di non capire: è profeta, sentinella che allarma.  La cadenza ritmica è incalzante, modulata nei fraseggi come una tastiera di pianoforte che insiste sui toni più cupi.

La silloge si conclude con il post scriptum: cosciente dell’incoscienza, conoscendo l’ottusa lontananza dal Bene, è l’ultima riga a salvare tutto questo percorso, la preghiera: un invito che confida nella Grazia che sola può salvare l’umanità “sbagliata” delle anime.

Lucia Lanza (poetessa, coordinatore dell’Antologica Atelier Edizioni)

I links per acquistare la silloge:

http://www.amazon.it/Peccati-Izabella-Teresa-Kostka/dp/1326314181

http://www.lulu.com/shop/izabella-teresa-kostka/peccati/paperback/product-22231739.html

■ Alcune mie liriche scelte: 

POST SCRIPTUM (tratto dalla silloge “Peccati”)

Quel che resta
è soltanto la cenere
del nostro passaggio,
il ventre inquieto dell’abbandono,
squarciante silenzio di mille domande.

Non troviamo più risposte,
smarrite nel viaggio verso l’ignoto,
scolpite nel tempo
sulle pareti di vuote stanze,
senza futuro.

Quel che resta
è l’ultima preghiera.

MARIA MADDALENA (tratto dalla silloge “Peccati”)

Mia madre m’ha venduta. 
Fanciulla paffuta, ancora grezza, 
per i sacchi di grano ha tradito purezza, 
per sfamare i cuccioli aggrappati al grembo. 

Ha pianto di notte sazia di vergogna. 

Mi hanno comprata, deflorata, bestemmiata, 
al mercato dei corpi dagli sputi umiliata, 
svuotata, riempita di ogni sporcizia, 
derisa, annientata con pungente malizia. 

Mi hanno buttata nel limbo del mondo
tra gli artigli sporgenti di potente lussuria, 
scarnata di notte nei tempi segreti, 
marionetta sfruttata dai loro piaceri. 

Ora vendo me stessa per donare speranza
a quel fresco germoglio nel peccato nascente, 
per proteggere le albe del suo futuro
sopporto le fiamme di questo inferno. 

Lapidatemi, uccidendo l’urlo del mio dolore!

ABBANDONATA (tratto dal libro “Gli espulsi dall’Eden “)

Ho varcato le solitudini scarnando il dolore
inseminato tra le membra dall’aspro passato,
ho tirato una pietra contro lo specchio 
– il guardiano spietato del mio terrore. 

Ho pianto,
adombrata da spettri notturni
stordita dai bisbigli del mio subconscio, 
nello spazio del nulla cercavo il calore
annientando le voglie con un lenzuolo.

(E tu, dov’eri?)

Ho gettato nel cesso i detriti d’amore
spingendo nel gelo le membra di fuoco,
una salma vivente priva di cuore
stravolta, avvolta nell’abbandono. 

(E tu sorridevi…)

Ero morta, 
risorta, 
rinata distorta,
una donna capovolta 
dal lamento sepolta,
risorta dal limbo di disperazione,
la Chimera ribelle di rassegnazione.

Ho aperto gli occhi accecati dal buio,
assorbendo la luce d’un atteso domani.

(E tu, non c’eri)

Tutti i diritti riservati 

Izabella Teresa Kostka 

Foto@verseggiandosottogliastridimilanoI.T.K.copyright 

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