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​MAIONE LUIGI musicista e poeta. Napoletano residente a Milano (Progetto musicale in proprio: cd “Assassini si Nasce” uscito nel maggio 2016) Cantautore del Club Tenco (1995). Poeta (Premio Poesia Capodieci, Roma 1983)

Luigi Maione è il chitarrista storico del Rhapsodija Trio, il celebre gruppo milanese di musica zigana e klezmer, con cui si esibisce tuttora e con cui ha inciso 4 dei 6 cd. Compositore e arrangiatore. Tournée in Italia e all’estero con diverse formazioni. Alcuni progetti, performance e incisioni di cd: Contributi musicali nelle colonne sonore dei film “Pane e Tulipani”  e “Agata e la Tempesta” di Silvio Soldini. Partecipazione musicale e comparsa nel film Il Mnemonista di Paolo Rosa.  Antonio Albanese: come compositore di una musica su testo di Michele Serra con recitazione di A. Albanese. Collaborazioni con Moni Ovadia, Antonella Ruggiero, Compagnia teatro danza Abbondanza-Bertoni, Mamud Band, Eyal Lerner, Kesia Elwin, Benedetta Laurà, Rachel ‘O Brien, Massimo Cavallaro, Nuyalla (Ensamble araba e israeliana) con cui svolge concerti per la pace. Estrazione musicale: rock – funky – salsa – musica napoletana – Klezmer – zigana – manouche.

Studi: Inizialmente autodidatta, Diploma Conservatorio Cimarosa di Avellino

Si perfeziona con: Filippo Daccò (diploma di Armonia Funzionale), Giorgio Cocilovo, Gigi Cifarelli (chitarra elettrica)

Gaudenzio Gazzola , chitarra flamenca). Collaborazioni con Musicamorfosi ed Equivoci musicali.

● Alcune poesie scelte: 

VIA DEGLI ORFANI 

E alla fine di tutto, 
il piscio dei cani e degli ubriaconi, vetri rotti,
metri di vita bruciata, 
l’odore acre di una metropoli in demolizione.

Ho dato fiato ai poeti, luce ai pittori, immortalità agli amanti.
Ho subito danni, passaggi di vita veloce.
Ho visto, sentito, ma mai parlato, né pianto.
E questo è il risultato: solitudine!
Chissà se fossi stato uomo…

Vivo solo da sempre, 
e sempre allo stesso posto anche se
a distanze costanti ho molti fratelli.
Vivo di notte, 
di giorno sono spento. 
Non ho coscienza perché sono materia materia morta.

Eppure stanotte…… 
E’ così sola questa notte
che sembra
quasi  di sentire in me una coscienza…

Vivo per strada illumino la bellezza e l’orrore 
dell’umanità.
Abito in via degli orfani
e di mestiere faccio il lampione.

(l.m.) Set 2016 

BANDIERE NELLA TEMPESTA

Ho letto il movimento delle cose morte come foglie nel suono dei pianoforti
E accarezzato la tristezza senza ferirmi perché non aveva spine.
Mi sono appoggiato ai miei anni disteso nell’impetuoso mio breve infinito 
per cercarmi uomo e inventarmi spirito.
La vastità della fortuna di sentirmi vivo, seppur viziata dallo spasimo 
ha cantato tremori d’ immenso.
Ero solo
nei labirinti cupi della metropoli
Io e me,
entrambi uguali l’uno col fiato dell’altro,
Lo stesso nome
la stessa tenerezza
nel medesimo abbraccio.
Il tempo di una veloce risonanza
tra un baleno e un’ eternità.
Un miracolo, o chissà
una sciagura senza dolore
un incidente senza morti.

Ci si muove, ci si pronuncia
come canti orfani 
sbandati, tremanti, spezzati
come bandiere nella tempesta…
E non ci è dato di placarci,
di memorizzarci perchè così distanti,
così distratti dalla nostra stessa sordità.

Tutti i diritti riservati all’autore 

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