INTRECCI POETICI: PRESENTAZIONE DEI LIBRI “KA_R_MASUTRA” DI IZABELLA TERESA KOSTKA E “SCUCITA VOCE” DI LINA LURASCHI

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Sotto l’egida del programma “Verseggiando sotto gli astri di Milano” invitiamo al pomeriggio poetico musicale “INTRECCI POETICI” – la presentazione dei libri “KA_R_MASUTRA” di IZABELLA TERESA KOSTKA (Kimerik Edizioni) e “SCUCITA VOCE” di LINA LURASCHI (Gilgamesh Edizioni). Intervengono: M° GUIDO OLDANI (poeta), LUCIA BONANNI (critico letterario, poetessa, autrice della prefazione al libro “Ka_r_masutra”), MARIANGELA UNGARO (pianoforte) e LORENZO ALFIERI (attore). Segue il MICROFONO APERTO per i poeti presenti all’evento (per adesioni: kostkaizabella@libero.it).
Organizzato in collaborazione con Milano Music Zone.

DOVE E QUANDO: SABATO, 29 SETTEMBRE 2018, ore 17.00, via REINACH N° 7 (zona Niguarda), cancello nero fronte civico n° 4 MILANO.

INGRESSO LIBERO E GRATUITO. VI ASPETTIAMO NUMEROSI

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“PAESAGGI LIBERI” a cura di Pasquale De Falco: concluso l’evento dedicato alla presentazione dell’antologia contro la violenza sulle donne.

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Presentazione dell’antologia contro la violenza sulle donne “PAESAGGI LIBERI ” a cura di Pasquale De Falco. Con la partecipazione di Clara Campi, Ilaria Pelliccia, Domitilla Colombo e numerosi POETI contemporanei. Evento nell’ambito del “Verseggiando sotto gli astri di Milano” organizzazione Izabella Teresa Kostka in collaborazione con l’associazione Amici Cascina Linterno Gianni Bianchi e Giuseppe Leccardi. Foto Luciano Di Sisto. 30 giugno 2018 presso la Chiesetta dell’Assunta Cascina Linterno a Milano.

#BOOKCITY 2018: “YIN E YANG – ELEMENTO MASCHILE E FEMMINILE NELL’ARTE E NELLA LETTERATURA” CON GUIDO OLDANI (fondatore del REALISMO TERMINALE) e GIUSEPPE LANGELLA – BANDO DI PARTECIPAZIONE

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INVITIAMO A PARTECIPARE ALLE SELEZIONI:

Per il terzo anno consecutivo il programma “Verseggiando sotto gli astri di Milano” organizza un pomeriggio culturale con reading poetico e intermezzi musicali nell’ambito della RASSEGNA INTERNAZIONALE LETTERARIA BOOKCITY DI MILANO 2018. L’evento intitolato “YIN E YANG – ELEMENTO MASCHILE E FEMMINILE NELL’ ARTE E NELLA LETTERATURA”, che vedrà come ospiti il M° GUIDO OLDANI (fondatore del REALISMO TERMINALE, poeta) E IL PROF. GIUSEPPE LANGELLA (critico letterario, poeta), avrà luogo DOMENICA 18 NOVEMBRE 2018, dalle ore 17.00 presso la Chiesetta dell’Assunta Cascina Linterno a Milano, via Fratelli Zoia 194. Parte musicale a cura del gruppo poetico teatrale POETICANTI Paolo Provasi e Roberta Turconi; performance teatrale di Domitilla Colombo (attrice). Interviene Lucia Bonanni (critico letterario, poetessa).

● COME PARTECIPARE

Per partecipare alla selezione dei poeti siete pregati di spedire 2 POESIE aderenti al tema “YIN E YANG ( ELEMENTO MASCHILE E FEMMINILE)”, in versi liberi, possibilmente, ma non obbligatoriamente, ispirate alla stilistica del Realismo Terminale e accompagnate da una breve nota biografica alla mail :

verseggiando.eventi@yahoo.it

In oggetto mail scrivere: BOOKCITY YIN E YANG

Scadenza invio elaborati:

20 OTTOBRE 2018 ORE 23.59

● Suggerimenti tematici:

– YIN YANG due elementi complementari della vita

– uomo e donna: battaglia o sentimento? Amici o nemici? Rispetto oppure odio? Insieme o separati?

– contrasti YIN E YANG nella vita di ogni giorno: libere riflessioni a tema

● Organizzazione:

Izabella Teresa Kostka

In collaborazione con l’associazione Amici Cascina Linterno

● L’elenco dei poeti selezionati verrà pubblicato dopo la chiusura del bando entro il 25 ottobre 2018

● INFO IMPORTANTI

Per rendere più chiaro l’intento del Realismo Terminale in cui: “oggetto diventa soggetto e le cose non vengono più paragonate alla natura ma agli oggetti stessi”, invitiamo a leggere i seguenti articoli:

– Articolo di Giuseppe Langella “Realismo Terminale ”

http://giuseppelangellaopere.weebly.com/il-realismo-terminale.html

(…) La Terra è in piena pandemia abitativa: il genere umano si sta ammassando in immense megalopoli, le “città continue” di calviniana memoria, contenitori post-umani, senza storia e senza volto.
La natura è stata messa ai margini, inghiottita o addomesticata. Nessuna azione ne prevede più l’esistenza. Non sappiamo più accendere un fuoco, zappare l’orto, mungere una mucca. I cibi sono in scatola, il latte in polvere, i contatti virtuali, il mondo racchiuso in un piccolo schermo. È il trionfo della vita artificiale.
Gli oggetti occupano tutto lo spazio abitabile, ci avvolgono come una camicia di forza. Essi ci sono diventati indispensabili. Senza di loro ci sentiremmo persi, non sapremmo più compiere il minimo atto. Perciò, affetti da una parossistica bulimia degli oggetti, ne facciamo incetta in maniera compulsiva. Da servi che erano, si sono trasformati nei nostri padroni; tanto che dominano anche il nostro immaginario.
L’invasione degli oggetti ha contribuito in maniera determinante a produrre l’estinzione dell’umanesimo. Ha generato dei mutamenti antropologici di portata epocale, alterando pesantemente le modalità di percezione del mondo, in quanto ogni nostra esperienza passa attraverso gli oggetti, è essenzialmente contatto con gli oggetti.
Di conseguenza, sono cambiati i nostri codici di riferimento, i parametri per la conoscenza del reale. In passato la pietra di paragone era, di norma, la natura, per cui si diceva: «ha gli occhi azzurri come il mare», «è forte come un toro», «corre come una lepre». Ora, invece, i modelli sono gli oggetti, onde «ha gli occhi di porcellana», «è forte come una ruspa scavatrice», «corre come una Ferrari». Il conio relativo è quello della “similitudine rovesciata”, mediante la quale il mondo può essere ridetto completamente daccapo.
La “similitudine rovesciata” è l’utensile per eccellenza del “realismo terminale”; il registro, la chiave di volta, è l’ironia. Ridiamo sull’orlo dell’abisso, non senza una residua speranza: che l’uomo, deriso, si ravveda. Vogliamo che, a forza di essere messo e tenuto a testa in giù, un po’ di sangue gli torni a irrorare il cervello. Perché la mente non sia solo una playstation.
Firmato: Guido Oldani, Giuseppe Langella, Elena Salibra

– Fototessera del Realismo Terminale:
http://www.lietocolle.com/2014/02/guido-oldani-fototessera-del-realismo-terminale/

● Due poesie scelte di Guido Oldani:

IL TRICICLO
ho comprato ai mercati dell’usato,
un triciclo cui credo somigliare,
è un fratello siamese inseparato.
ci hanno scattato delle foto insieme
in cui sembriamo uguali come gocce,
una di vino bianco, l’altra rosso
e compiremo il giro del pianeta
che è più noioso del mio atlante in casa,
ma per adesso non mi sono mosso.

SISMA
il terremoto, talpa maledetta,
sbocconcellando il luogo come un pane
asciuga il sangue sotto i suoi rottami.
e l’aria è diventata di cemento
sull’aiuto, che porge mille mani
e gli angeli custodi sono muti
lasciando il canto solo alle sirene,
ora c’è una preghiera, che non c’era.

● Due poesie scelte di Giuseppe Langella:

L’OMBRELLO BUONO
Un innato pudore ti fa avara,
quasi gelosa, di ogni più cara
ragione del cuore. Splende nei gesti
la tua virtù senza parole: come
quando facesti dono dell’ombrello
buono a una madre che teneva in braccio,
avvolta in uno straccio,
una piccola cosa, un bambinello,
cercando un improbabile riparo,
sotto un tetto spiovente,
dalla pioggia battente.

(2003) Da Il moto perpetuo, Aragno, Torino 2008
(sez. Giorno e notte)

LEGNO DEI DOLORI
Le spalle larghe aveva
e la forza mansueta dei pazienti
il volontario che, stringendo i denti,
ti ha portato fin qui dal fondovalle,
salendo con la croce al suo calvario.
Di docili cristi tutta una leva.

O legno centenario,
arso dal sole, scavato dai venti,
tutto costole e solchi, schegge e fori;
midollo che si spacca dai dolori,
fosti fasciame che scalda e ripara,
buono per la baracca e per la bara.

(2014) Da Reliquiario della grande tribolazione, Interlinea, Novara 2015

GRANDE SUCCESSO PER “INNO ALLA MADRE TERRA” PRESSO LA RESIDENZA MATER GRATIAE A MILANO

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Evento “Inno alla Madre Terra ” nell’ambito del “Verseggiando sotto gli astri di Milano” presso la Residenza MATER GRATIAE A MILANO. Con la partecipazione di numerosi POETI scelti dal bando, autori RSA RSD, Ospiti Musicisti: Paolo Provasi, Alba Beretta, Giuseppe Negro, Marco Grassi. Organizzazione Izabella Teresa Kostka e Lina Luraschi in collaborazione con Vincenza Iacuzzo del MATER GRATIAE.

Presentatrice dell’evento Izabella Teresa Kostka. Foto: Luciano Di Sisto

8.06.2018

L’INNO ALLA MADRE TERRA: POESIE E POETI SELEZIONATI

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Carissimi!

Innanzitutto ringraziamo per la numerosa partecipazione e tanti, veramente meritevoli testi pervenuti. Dopo un’attenta lettura dei Vs elaborati, prendendo in considerazione l’integrità del programma ( dovuta per evitare le ripetizioni tematiche, somiglianze stilistiche e rispettando la tempistica consentita), pensando alla resistenza fisica del nostro particolare e stimato Pubblico MATER GRATIAE, abbiamo deciso di selezionare per l’evento “L’INNO ALLA MADRE TERRA “, in programma per l’8 giugno, i seguenti testi e i poeti:

● Francesco Saverio Bascio: Distanze

● Maria Rosa Oneto: Son fatta di carne

● Fabio Amato: Sicilia, Chernobyl

● Massimiliana Pieri: Vita Universale

● Barbara Rabita: Sotto il cielo, Fracking

● Antonio Laneve: Il Pianeta, Padre

● Domenica Pontoriero: Terra

● Patrizia Varnier: Questo posto è nostro, Siamo alberi

● Giuseppe Leccardi : Terra Promessa

● Pasqualina Di Blasio: La Madre Terra

● Candido Meardi: L’ultima valle

● Giulia Catricalà: La prima lacrima, Bianca di alba

● Mariangela Ungaro: Ad Emanuele

● Margherita Bonfilio: Spaventapasseri

● POESIE dei ragazzi RSD e RSA MATER GRATIAE lette da Bruna Andreatta ed Ernesto Sogni

Organizzatrici evento (un testo per ciascuna):

● Izabella Teresa Kostka

● Lina Luraschi

● Vincenza Iacuzzo

Intermezzi musicali a cura di:

● gruppo teatrale musicale ” Poeticanti” Paolo Provasi (ukulele, canto) e Roberta Turconi (canto)

● duo Alba Beretta (canto) e Marco Grassi (chitarra)

Complimenti a tutti!

Il nostro incontro si svolgerà VENERDÌ 8 GIUGNO dalle ore 17.00 presso RESIDENZA MATER GRATIAE, VIA RUTILIA 26 a MILANO.

INGRESSO LIBERO E GRATUITO

Vi aspettiamo numerosi.

Izabella Teresa Kostka

Lina Luraschi

TESTI E POETI PARTECIPANTI ALL’INCONTRO “IL REALISMO TERMINALE DELLA CONTEMPORANEITÀ” CON GUIDO OLDANI E GIUSEPPE LANGELLA presso la Villa del Grumello a Como del 18 marzo 2018.

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Carissimi!

In seguito, come pro memoria, riporto TESTI SCELTI PER L’EVENTO “IL REALISMO TERMINALE DELLA CONTEMPORANEITÀ” PRESSO LA VILLA DEL GRUMELLO A COMO, 18 marzo 2018 (in ordine casuale), organizzato sotto l’egida del programma itinerante “Verseggiando sotto gli astri di Milano ” nell’ambito del ciclo NUOVI ORIZZONTI POETICI. Organizzazione e presentazione Izabella Teresa Kostka e Lina Luraschi in collaborazione con l’associazione Villa del Grumello a Como.

Buona lettura rovesciata a Tutti!

Partecipanti:

LORENZO SPURIO (assente all’evento)
TANIA DI MALTA
ROSA MARIA CORTI
MARIA TERESA TEDDE
LOREDANA BORGHETTO
GIANPIERA SIRONI
AGNESE COPPOLA
LORENZA AUGUADRA
ROSSANA BACCHELLA (assente all’evento)
PATRIZIA VARNIER
GIULIA CATRICALÁ
GIUSEPPE LECCARDI
BARBARA RABITA
IZABELLA TERESA KOSTKA
LINA LURASCHI
VALENTINA NERI
MARCO PELLEGRINI
GIUSY CÀFARI PANÌCO

● LORENZO SPURIO

La cinta stretta

Dell’altro punto controverso
avrei detto in immagini doppie,
se credi che il cielo copra tutto
scopri bugie coperte di nero di seppia.
Pare tutto così costante,
non credi alla lotta che accade:
sai tagliare sogni e incollarli all’acqua,
pure le formiche sanno gestire il danno
ma nei tribunali degli invertebrati
non si sa chi ha il turno a parlare.
Quello che è successo è nelle cose fatte,
la paura è pulviscolo che intacca,
costringe il tempo a rivelare risposte:
hai stretto la cinta dei pensieri.

● TANIA DI MALTA

ISOLE

Guardiamo la luna
attraverso ingressi di silos
come gatti acciambellati
maciniamo mantra solitari.
Isole
come telefoni senza filo
percorriamo la distanza,
fra noi e l’infinito.

● ROSA MARIA CORTI

Effetto tropicale

Come una discarica incinta l’oceano
partorisce forchette, bicchieri, contenitori.
Dice un piccolo granchio sbadato
che nel collo di una bottiglia si è infilato:
“Di decenni di scarichi in mare
è questo l’effetto tropicale”.

● MARIA TERESA TEDDE

Cic Ciac

mettiamo azzurro
a questi piedi ciechi
che senza noi
non sanno dove andare.
I nostri tacchi da vertigine
vacillano certezze
sul nostro collo da allegre giraffe.
Portiamo caraffe
sotto le gambe incerte
di questa donna inerme su di noi.
Stivali azzurri di plastica
un vecchio cielo rispecchiato
e stelle che sembrano di latta.
Siamo più veri
di fiocchi di neve
e di occhi di lana.
Con noi la tramontana
è sconfitta .
Vai in soffitta
a conservare sogni, vai.

● LOREDANA BORGHETTO

Container gravidi

Siamo container gravidi
tra profili freddi in un cielo finto
mentre rami meccanici forzano
lo scrigno dei nostri desideri
per riempirlo di amputati regali.
Vestiti di oggetti denudati di pensieri
arresi ormai ai simulacri della felicità
tra inaridite zolle seminiamo fiori malati.

Ho voglia di sgravarmi
dell’immaginario concluso in oggetti
che creano inciampo, voglio rivedere
profili di montagne e colline
stagliarsi in un cielo vero
voglio accendere le lucciole
col profumo del fieno
e fare l’amore tra spighe e papaveri.

● GIANPIERA SIRONI

VUOTO A PERDERE

Un barattolo pieno di sogni

il mio cuore,

col coperchio socchiuso

e mille emozioni

pronte a venir fuori.

Una bottiglia tra le onde

la mia vita,

con un messaggio

per te che un giorno

mi raccoglierai.

● AGNESE COPPOLA

SENZA TITOLO

Orbite e satelliti
ciminiere e pendenti,
un racconto strano:
leghe metalliche
confinate e conficcate
in vortici virtuali.

Una gru pende
e sospende
anche lo sguardo
di un mattone
che si posa
come una mattina di cemento.

● LORENZA AUGUADRA

SENZA FINE

L’ottimismo è già spiegato, basta un tempo

aggiuntivo di lavoro per dare all’INPS

quell’ultima stagione di decoro.

La chiamano longevità la stazione dell’inferno

nello stanzone di un lavoro, poco importa

precario o di singhiozzo: quel che conta

non è restare umani ogni giorno, ciascuno nel suo

abisso di spazio, ma entrare dritto giovinetto

in qualche galera del profitto e poi uscire

stempiato in orizzontale

sopra il velluto silenzioso di un pianale.

● ROSSANA BACCHELLA

Impossibile recuperare

L’amore s’è addormentato in un bosco
dove raggi di sole filtrano appena.
Nessun bacio nocciola e cioccolato lo ha mai risvegliato.

Ho dimenticato l’amore in un supermercato,
forse l’ho perso in una strada troppo affollata.
L’ho cercato per un po’, poi mi sono rassegnata.

L’amore s’è fermato a un passaggio a livello,
è lì ad aspettare un treno mai passato.
Fermo, come un orologio analogico lasciato nel cassetto.

Il numero dell’amore è rimasto
dentro un cellulare superato, in una SIM bruciata.
Un cinese ha sentenziato: “Impossibile recuperare”.

● PATRIZIA VARNIER

Macchie sul muro

Se l’Universo fosse
una immensa casualità,
hai presente quelle macchie sui muri
che ricordano animali o persone?

Io ho visto in internet una volta
la foto di un ritratto di Garibaldi,
invece era solo una scrostatura,
una casuale scrostatura di intonaco sul muro.
E lo giuro sembrava lui, Garibaldi,
era proprio lui, senz’ombra di dubbio Garibaldi.

E ora passando da Brugherio
ho visto su un muro David Bowie,
la sua faccia, dal marciapiede al tetto.
Ed era lui, proprio lui, David Bowie.
Ma non erano che macchie di pioggia,
nient’altro che macchie di umidità sul muro.

E se tutto l’universo
fosse solo una macchia di pioggia,
una immensa macchia casuale?
Io lo capirei, sì,
questo sarebbe possibile
e comprensibile.

Ma io non riuscirei a spiegarmi
comunque,
non potrei spiegarmi in ogni caso,
da dove spunta
questa infinita voglia di Infinito
che mi urla in petto.

E non è intonaco, e nemmeno pioggia.

● GIULIA CATRICALÁ

Vedrai anche nuvole nere

Vedrai anche nuvole nere
e raggi come chiodi,
vedrai gigli piegati,
nella sacra attesa di vita e
aspetterai, così è per tutti.
Tutto questo troppo sentire
aprirà le zolle, romperà i muri,
ti piegherà i pugni,
accartoccerà gli occhi.
E solo dopo vedrai
quanto era piccola e vicina
la cruna della felicità.

● GIUSEPPE LECCARDI

METRO LILLA

Si viaggia come proiettili, veloci
sotto le strade, le piazze, i viali
e le cantine buie delle case
nel tunnel di cemento che ingoia
anguille luminose di passaggio.
Si corre su rotaie parallele
che brillano di lucido metallo
fili d’Arianna che portano a stazioni
concentrato di luci e di rumori.

Siamo lampade accese
per la giostra dell’eterna notte
del nero labirinto dove
nemmeno il vento s’avventura,
rifugio di clochard e di serpenti.
Città sepolta, capovolta, oscura
che ha per cielo la sua terra dura.

● BARBARA RABITA

Saldi

In vetrine incolori
sfilano i vestiti
forniti di gambe
lisce e snelle.

Sono ciò che
non ero mai stata
in questi colori dorati
luccicanti di poco
e sorrisi di commesse
sempre convincenti.

Il vestito mi indossa
si rimira, si compiace
mi compra a poco prezzo
esce soddisfatto,
sfilano gli oggetti
gli fanno i complimenti.

● IZABELLA TERESA KOSTKA

Tratto da “PILLOLE”

Mi aggrappo alla speranza
come ad un gancio da traino
sporgente dalla (rotta) carrozzeria

viaggio
trascinata sulle tangenziali
di questa affrettata vita

sbandando
confusa da troppe deviazioni.

● LINA LURASCHI

SENZA TITOLO

I ricordi stoccati
come residui differenziati
in spazi astratti su memorie di cellulari
Delirio di un mondo decomposto
cronache di asfittiche metropoli
e sguardi che navigano a vista
Manichini su tapis roulant
… una cinghia che soffoca la vita

● VALENTINA NERI,
MARCO PELLEGRINI
GIUSY CÀFARI PANÌCO (testi non pervenuti in redazione).

Tutti i diritti riservati agli autori

Foto Flavio Casoni